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Alla domanda se il futuro sarà davvero inquietante come prevedono alcuni dei suoi racconti (la maggior parte, in verità), James Graham Ballard risponderebbe probabilmente di sì, “ma a patto di essere abbastanza umani da accorgersene”. Per il grosso della popolazione, viceversa, quella sarà la normalità: stupri, violenze, omicidi in famiglia stile Arancia meccanica non sorprenderanno più nessuno, e il dato più terrificante sarà l’assuefazione alla violenza. Con la scusa di analizzarla, di usarla “artisticamente” per svegliare le coscienze sonnacchiose, si finirà per propagandarla in modo letale. Soltanto la fantascienza, se saprà guardare al futuro in modo beffardo, potrà ancora permettersi di agitare lo spettro della violenza senza diventarne meschinamente complice. Per spiegarsi con un esempio, Ballard citerebbe forse uno dei suoi racconti più inquietanti, Architettura del motel, che si può leggere come un’interpretazione di Psycho, il capolavoro letterario di Robert Bloch trasformato in un capolavoro cinematografico da Alfred Hitchcock. Inserito nella raccolta Mitologie del futuro prossimo (1982), parla di un critico paranoico chiuso in casa a esaminare la celeberrima scena dell’assassinio di Janet Leigh sotto la doccia, fotogramma per fotogramma.
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